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Social network? Chi ne abusa, prende voti più bassi

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L‘impatto precoce dei social network sui bambini e gli adolescenti risulta negativo sul loro rendimento scolastico e sul loro benessere generale. Chi ha creato un profilo social prima della quinta elementare ha ottenuto voti più bassi di quasi un punto (0,9) rispetto a coloro che non hanno utilizzato i social o li hanno utilizzati dopo la terza media. Questo è quanto emerge dall’analisi condotta nella fase iniziale del progetto Eyes Up (EarlY Exposure to Screens and Unequal performance), ideato e coordinato dal dipartimento di Sociologia dell’Università Bicocca di Milano con il sostegno di Fondazione Cariplo. Lo scopo del progetto, ripreso nei giorni scorsi dal quotidiano la Repubblica, è investigare come l’accesso ai dispositivi digitali influenzi i livelli di apprendimento e il benessere degli studenti. I primi risultati provengono dai questionari completati da 6.609 studenti lombardi delle scuole superiori. Questi dati saranno ora confrontati con i risultati delle prove Invalsi svolte da ciascuno studente durante il suo percorso scolastico, dall’elementare alle superiori, per creare il primo studio longitudinale sul tema in Italia.

La correlazione negativa tra l’uso precoce dello smartphone e le performance accademiche era già nota, ma per la prima volta in Italia si sta analizzando specificamente l’uso dei social network. I numeri non sono rassicuranti: il 30% degli studenti ha creato il suo primo profilo in prima media, il 24,9% in seconda media e il 17,2% in terza media, tutti prima dei 14 anni, limite minimo stabilito dalla legge italiana.

Marco Gui, direttore del centro di ricerca Benessere digitale della Bicocca, sottolinea l’importanza di comprendere le attività svolte con lo smartphone. Afferma che i social media, più dell’uso del dispositivo stesso, possono essere correlati negativamente con il rendimento accademico e il benessere degli studenti. Gui evidenzia che non tutte le attività online sono dannose e che è responsabilità degli adulti discernere quali possano essere positive. In generale, l’uso passivo dei social media è più problematico e può portare a una diminuzione del benessere. TikTok, in particolare, con i suoi video brevi e veloci, incoraggia un’esperienza più passiva e compulsiva rispetto a piattaforme come Facebook, che promuovono l’interazione.

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Restano preoccupazioni riguardo all’accesso precoce allo smartphone: il 44,8% degli studenti ha ricevuto il proprio dispositivo in prima media, periodo in cui il 46% ha iniziato a utilizzare le app di messaggistica. Ci sono anche casi estremi, come l’1,2% di ragazzi che ha avuto uno smartphone a 6 anni, di cui il 44% ha attivato il proprio profilo social, presumibilmente per volontà dei genitori.

L’obiettivo finale del progetto è fornire strumenti agli insegnanti e ai genitori per aiutare gli adolescenti e evitare gli stessi errori con i bambini più piccoli. I questionari indicano che la soddisfazione e il benessere dei ragazzi aumentano con attività come trascorrere tempo con gli amici e con la famiglia. Ciò suggerisce che la vita online non sostituisce il valore delle relazioni personali.

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Immagine in apertura da freepik

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