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AI a scuola: il 65% degli studenti italiani la usa per fare i compiti

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Una recente ricerca condotta sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale (A) nelle scuole italiane ha rivelato che il 65% degli studenti dai 16 ai 18 anni utilizzano ChatGpt e simili per fare i compiti e scrivere saggi. Questi dati, emersi da uno studio di TGM Research per conto di Noplagio.it, evidenziano la crescente penetrazione dell’AI nel contesto educativo italiano.

Tuttavia, dietro a questa diffusione c’è anche una crescente preoccupazione riguardo all’utilizzo consapevole di questa tecnologia e alla necessità di una regolamentazione adeguata. Infatti, il 64% dei ragazzi si dice essere preoccupato dell’uso illimitato che se ne possa fare sia a scuola che a lavoro. A questo si aggiunge anche un buon 54% di loro che non si fida dei contenuti prodotti da ChatGPT.

“Non intendiamo demonizzare l’uso dell’AI”, spiega Chorst Klaus, uno dei fondatori della startup Noplagio.it, piattaforma che verifica il plagio di testi e la percentuale di uso dell’AI negli scritti. L’obiettivo, sottolinea Klaus, è “promuoverne l’uso consapevole per contrastare l’ignoranza che potrebbe colpire i nostri ragazzi. Gli stessi insegnanti dovrebbero essere i primi ad approfondire la materia per guidare i ragazzi verso un utilizzo corretto dell’AI“.

ChatGPT e i compiti

Rispondendo alla domanda “Hai mai utilizzato ChatGPT o strumenti di intelligenza artificiale simili per completare i compiti”, su coloro che hanno risposto sì all’uso in generale dell’IA, il 79% dei ragazzi ha risposto che li usa per fare i compiti e scrivere saggi. I sedicenni sono più attivi dei diciottenni con un +3%. Se guardiamo la distribuzione geografica troviamo il 60% dei ragazzi appartiene alle città di Napoli e Torino seguite da Milano con il 56% e Roma con il 53%.

I ragazzi sono entusiasti di usare l’intelligenza artificiale tanto che il 68% di loro intende continuare in futuro a utilizzarla. I maschi sono quelli più propensi a farlo con il 71% contro il 65% delle ragazze. Sicuramente in questo caso i sedicenni sono stati meno propositivi nell’uso futuro dei diciottenni: il 63% contro il 71%.

Percezioni sull’IA: preoccupazioni e utilità

Il 31% pensa che l’AI possa essere uno strumento utile nella vita quotidiana, ma c’è un buon 64% di ragazzi che si dice essere preoccupato dell’uso illimitato che se ne possa fare sia a scuola che a lavoro. Solo il 4% ha paura di questa scoperta. Il sesso femminile spicca il volo su questo aspetto con una percentuale del 70%.

Il 54% risponde che l’utente dovrebbe fare attenzione e non fare affidamento sui contenuti prodotti da ChatGpt. Il 25% ammette l’affidabilità dello strumento. Il 18% indica una risposta netta, che non bisognerebbe mai fidarsi.


Immagine in apertura da freepik

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